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Unuci

Sezione Palermo

Cavalleria

la guerra

Linea divisoria


EDIZIONE 2011


PREMESSA

Dal Nuovo Testamento e precisamente dal 27° ed ultimo scritto emergono le visioni avute da San Giovanni a Patmo. Le visioni sono sette.
E nel capo 4°, che riguarda l'Apocalisse, è descritta la visione del TRONO DIVINO, sostenuto da quattro animali alati e circondato da 24 anziani biancovestiti ed incoronati. Colui che siede sul trono ha in mano un libro, chiuso con sette sigilli, sigilli che sono aperti da un Agnello dalle sette corna e dai sette occhi, Agnello che già ucciso rivive.
Dall'apertura dei primi quattro sigilli fuoriescono quattro cavalieri a cavallo: questi sono i CAVALIERI DELL'APOCALISSE che, a parte il primo che è identificato in Gesù Cristo, rappresentano la FAME, la PESTILENZA, e la GUERRA. Ed è quest' ultima che ci interessa. Guerra che abbiamo illustrato ed esaminato in tutte le sue forme, che voglio ricordare.
Iniziammo con il "Pensiero militare italiano dalla fine del XIX secolo alle soglie della era nucleare". Proseguimmo con l'inquadramento delle dottrine in quella che fu e che è "L'arte della guerra". Illustrammo "La Dottrina dell' Esercito Italiano". Abbiamo considerato le forme della guerra nel "Guerra, guerriglia e terrorismo". Ricordiamo ora l'articolo sulla nostra Rivista su " La guerra cibernetica". Abbiamo completato la serie con " La Guerra tecnologica".
Oggi è la volta del significato di essa guerra, guerra che pare appartenga al patrimonio genetico dell'uomo.
Questo perché, nonostante la storia sia millenaria, l'umanità non ha attraversato periodi senza guerre. Questo malgrado che l'aspirazione alla pace faccia parte dei sogni dell'uomo.
Perché allora l'uomo vuole il bene e fa il male?
Ma allora di che si tratta?
Si tratta di conflitto generato da interessi o da visioni del mondo contrapposte e forse inconciliabili.
Essa è un antagonismo, una rivalità che sfocia spesso nel contrasto violento.
Uno dei più grandi libri della civiltà occidentale è l' ILIADE, guarda caso un poema di guerra; e questo dimostra che la guerra è vecchia quanto l'uomo. Uomo che ha dimostrato di avere in sé un inquietante amore per la guerra.
Guerra che, a parte crudeltà ed orrori, può essere anche un'occasione per manifestazioni di fratellanza, di cameratismo, di altruismo e di coraggio. Non solo, ma per l'uomo l'esperienza bellica costituisce un periodo unico, indimenticabile e fortissimo, qualcosa che travalica la stessa esistenza della vita sociale.
Ed allora diamo uno sguardo alla fenomenologia ed alla etnologia, concludendo con il pensiero dei filosofi del passato prossimo e remoto che hanno dissertato sulla guerra.

 

Per chi fosse interessato alla pubblicazione completa,
rivolgersi al Gen. (b). ris. Dott. Vincenzo SPERANZA, inviando una e_mail a: >>> Sezione UNUCI Palermo <<<


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