Nulla resiste al Bersagliere .. sempre al Motto "Migliorarsi per migliorare

Bers. Maggiore Michele Purrello

Michele PurrelloNato a San Giovanni Gemini (AG) il 7 luglio 1892, caduto a Bardia (Libia – Africa settentrionale) il 3 gennaio 1941, era un bersagliere ed è stato un eroe del nostro Esercito, decorato con tre medaglie d’argento, una di bronzo, una d’oro alla memoria ed una Croce di Guerra.
Motivazioni:

1^ argento: «Comandante di compagnia d’avanguardia, veniva ferito mentre guidava i suoi uomini all’assalto di munite posizioni nemiche. Raccolto dai suoi graduati, restava sul posto per oltre un’ora, incitando e dirigendo i suoi fino a quando fu ben certo che la posizione era definitivamente conquistata. Esempio magnifico, in questo ed in altri combattimenti, di sereno ardimento ed alto spirito di sacrificio. —
Asgheb Tzalà, 21 gennaio 1936.»

2^ argento: «Comandante di battaglione, alla testa dei suoi uomini, dava costante esempio di insuperabile ardimento, abnegazione ed elevato senso del dovere. Con rara perizia e travolgente impeto, muoveva all’assalto di importanti posizioni, strenuamente difese dai ribelli, ricacciandoli e infliggendo loro perdite gravi. Inistancabile, dava ripetute prove di valore a sventare frequenti minacce di avvolgimento da parte avversaria, contribuendo così efficacemente al pieno conseguimento del successo dell’intera colonna. —
Giohò – Monte Guna, 19 ottobre 1937.»

3^ bronzo: “Comandante di un battaglione di retroguardia, ripetutamente attaccato da forte masse ribelli, serbando contegno calmo e coraggioso, riusciva con intelligente appropriata manovra e con travolgente contrassalto ad annientare e disperdere l’avversario, infliggendogli perdite sanguinose e sventandone la ostinata minaccia che mirava ad impadronirsi delle salmerie della colonna. —
Tisisat Dildil, 27 novembre 1937.”

4^ argento: «Comandante di battaglione indigeni, in lungo ed aspro ciclo operativo, rivelò alte qualità di soldato e di comandante. In due combattimenti, attaccato da rilevanti forze ribelli e minacciato di aggiramento, si lanciava all’attacco alla testa dei propri ascari, trascinandoli all’annientamento dell’avversario e al conseguimento della vittoria. In ogni circostanza, capo provetto di rara perizia, guidò il battaglione all’assalto con capacità e rendimento massimo.
Fulgido esempio di sereno ardimento, nobilitato da profondo sentimento del dovere. — Isorà, 5-6 dicembre 1937.»

5^ oro: «Comandante di battaglione più volte decorato al valore, in sette mesi di guerra combattuta nelle più difficili condizioni, sapeva infondere nell’animo dei suoi fanti la sua ardente passione per il rischio, la sua grande devozione per la Patria, il suo grande spirito di sacrificio e di abnegazione. Durante 23 giorni di difesa di una piazzaforte seppe tener testa, sul tratto di fronte del suo battaglione, alla strapotenza degli opposti mezzi in condizioni di blocco assoluto. Avuto ordine di ristabilire la situazione su un importante tratto di fronte che stava per cedere, condusse con somma perizia ed audacia i suoi reparti al contrattacco. Ferito gravemente alla gola, non volle lasciare il suo posto di comando fino a che esausto e dissanguato dovette allontanarsi. Mentre accompagnato cercava di raggiungere il posto di medicazione reggimentale, fu sorpreso da carri armati che gli intimavano la resa. Debole e grondante ancora sangue, con un ultimo grandioso, sublime sforzo lanciò l’ultima bomba ed immolò la sua vita per la grandezza della Patria. —
Africa Settentrionale, 3 gennaio 1941.»

Croce al Merito di Guerra – Africa Orientale Italiana – 21 luglio 1937

Sebbene originario della provincia di Agrigento, egli ha trascorso la sua vita borghese a San Gregorio di Catania, fino all’anno 1935. Nel 1915 si diplomò e insegnò agraria a Catania, tenendo anche lezioni gratuite per gli agricoltori. Nel 1965 gli fu intitolata la Scuola Media di San Gregorio (oggi Ist. Comprensivo Statale) e nel Liceo Classico Statale “Mario Cutelli” di Catania, vi è un’aula intestata alla sua memoria.

Oggi la Sezione di Catania è intitolata al Maggiore Purrello e, abbiamo creduto doveroso riportare un breve spaccato della sua vita da bersagliere e da insegnante. Dopo questa presentazione, ognuno di noi sarà ben cosciente dell’importanza di questa figura: uno splendido eroe il cui nome dà tanto lustro alla Patria e al nostro Labaro.
Con comprensibile orgoglio, aggiungiamo che Carlo e Michele, rispettivamente figlio e nipote del Maggiore, sono associati alla nostra Sezione.

Bers. Achille Preda
Sez. Catania

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